mercoledì, novembre 19, 2008
Il mondo è bello perché è marcio
ha bagnato a terra per pulire. Era tardi, ok
e la sua simpatia mi ha strappato un sorriso.
Sessanta anni circa addosso per un metro e sessanta, sei anni in Spagna e un maglione di filo tipicamente medrileno. Simpatica davvero.
Mi ha detto che la mafia non esiste e che, al tempo stesso, tutto è MAFIA: l’amico che ti favorisce, gli ingressi agevolati, nelle piccole cose di ogni giorno
C’è il principio di mafia, della mafia che non c’è.
Prendo il caffè e penso che la gente abbia le sue piccole, modeste verità che non comprendo. Tiro le righe del lunedì, tanto per dire qualcosa anch’io.
domenica, aprile 06, 2008
Editoria indipendente


Nasce Florilegio Imprinting: l’Associazione Culturale Florilegio Ars Factory propone una nuova prospettiva editoriale agli autori talentuosi.
Un accordo trasparente: Florilegio seleziona, cura e promuove prosa e poesia inedite, l’autore sostiene i costi di stampa donando a suo piacimento una percentuale dei ricavati all’associazione no profit Florilegio.
Prima pubblicazione:
“Colibrì e i libri nitidi” di Aron Cheroes;
- illustrazioni di Massimo Alfaioli;
- audio-cd con recitato di Loris e musiche di Alessandro Bloise.
“Colibrì e i libri nitidi racconta il passaggio alla piena età adulta attraverso
le pagine biografiche di un ragazzo difficile.
Gli eventi precipitano nel giro di pochi mesi. Attraverso la purificazione dai vizi
e dall’amore, e dopo la perdita di un caro amico, Colibrì può effettuare
il suo passaggio. Nella narrazione si espongono concetti filosofici in un
continuo rimando al bello, alla fugacità, al senso del limite.
La forma è quella della prosa poetica legata, in due episodi, alla genesi del
protagonista raccontata attraverso una sequenza di visioni surreali”
PRENOTA LA TUA COPIA ALLA MAIL REDAZIONE@FLORILEGIO.NET.
LIBRO+CD: 10 € (DONAZIONE CONSIGLIATA).
venerdì, febbraio 01, 2008
Il tempo della crisi

Ti hanno imposto più riforme che compleanni. Alle superiori
hai visto le votazioni salire fino a 100, il tuo fratellino va alle
scuole primarie e, all’università, ti hanno venduto il 3+2 come
fosse un’offerta irripetibile!
Tuo padre ha perso il suo vecchio lavoro e ora fa consulenze
a mesi alterni. Non sai più che fine abbia fatto quella tessera sanitaria che ha sostituito il vecchio libretto di carta, probabilmente è vicino alla tessera elettorale.
Quando a 15 anni ti sei iscritto al collocamento non avresti immaginato che sarebbe diventato l’attuale fantasmagorico centro per l’impiego (perfino più inutile). Scopri che puoi lavorare in solido con tuo padre con un unico contratto. Sei degli Ottanta e la storia parlerà di questo ventennio come di un periodo di recessione e crisi. Ma sono i tuoi ventanni, di questa tua vita, a perdersi nello schifo amministrativo di questi anni di brutta Italia.
lunedì, gennaio 21, 2008
SSS (stop step step)
Sei solo e vero, controlli il moto del tuo animo e risuoni come una nota splendida. Diventi tenero e ogni cosa appare mutata, persino bella. Nel cielo grigio scorgi un tono di azzurro e le colonne delle autovetture sono allineate perfettamente. Non scorgi rumore ma una sorta di amore per ciò che puoi vedere perché hai ancora attaccati addosso i tuoi magnifici occhi.
domenica, gennaio 13, 2008
Quei bravi ragazzi

Audrey è rimasta bella ed elegante fino alla morte, ha dato voce all’Unicef e ha concluso la sua esistenza fra i bimbi neri d’Africa. Solo alla fine della sua carriera, come in una spirale, come tutti coloro che vogliono darsi e che combattono una vita per sopravvivere e poter assolvere la loro missione.
Tutto mi è apparso chiaro. Cosa sto a fare in ufficio? Perché spendo tutti questi soldi in luci e stoffe? Se alla fine, da piccolo, non volevo fare l’attore, ma sognavo di essere un missionario, qualche indirizzo sociale dovrò pur averlo! E non voglio finire come quei ragazzi che per stile dicono di voler fare i volontari nei PVS e poi li trovi in piazza a sorbire Campari… voglio fare e andrò via.
Per il mio destino, per compierlo ma con volontà certa… per ora guarderò i miei coetanei e gli adolescenti ma non saprò indicar loro nessun buon proposito perché è meglio parlare solo con chi è già adulto in fatto di sentimenti (almeno!) e ha le mie stesse preoccupazioni su queste società assurde. Non basta la spazzatura che ci stiamo dividendo per suscitare indignazione e rabbia? Amore e reazione come unica ricetta.
lunedì, gennaio 07, 2008
Un brivido

Il mio mestiere è triste. Sono un baciatore, bacio per vivere e resto povero. Stanotte, prima delle ore di ristoro, ho chiuso la mia vecchia macchina e una strana energia ha attraversato il mio corpo.
C’è un vento lieve che sposta le foglie e i rami ma che non mi scompiglia. Un vento amico che sembra non vedermi, tutto intorno la strada colma di foglie di castagno immerse in un paesaggio autunnale. Ma è gennaio, è caldo e un gruppo di foglie si dà alle danze con movimenti umani. Decido di godere di quest’aura magica. Un minuto è una vita nella completa fusione con la notte,
in un attimo mi sento ispirato, rincaso e scrivo, il fuoco nel camino spinge d’improvviso le sue fiamme e ricordo che oggi le fontane lasciano scorrere olio e che gli animali parlano. Un brivido un senso di metafisicità nella notte in cui le mamme si fingono brutte.
sabato, dicembre 29, 2007
FISCHI TRISTI
Ci credo, immagino un futuro, penso che andrà così e agisco di conseguenza. Preparo il costume e vado in scena, è un costume d’epoca e non c’entra nulla con quelli ipermoderni indossati dagli altri.
Il copione è sbagliato, ho sbagliato. Che delusione!
Tutto questo tempo a memorizzare la parte e cucire i polsini alla camicia. Il gusto è indescrivibile, l’aroma di questo tradimento delle attese è penetrante e disgustoso. Sono inadeguato di fronte al pubblico che già si chiede che ruolo avrà l’unico anacronistico giullare. Mi tocca dire qualcosa,
pronunciare la mia battuta sperando che in qualche modo s’inquadri nel contesto o improvvisare un pensiero e attendere fischi e applausi.
domenica, dicembre 02, 2007
No ipse dixit

Quando c'erano le scritte di partito sulle pareti, e i comizi per l'elezione delle giunte comunali avevano i colori tradizionali dell'Italia che votava, molti candidati attribuivano i propri pensieri ai grandi maestri. Consuetudine, appresa a ogni livello, tirare nel discorso un grande nome a giustificare un'affermazione importante.
Subito il transito ad altro abuso: nessuna citazione nè richiamo ad altri sistemi di pensiero.
Tante particelle con la propria teoria ritenuta "assoluta", teorie senza riferimenti nè conoscenze, una sorta di presuntuosa verità che molti possiedono per scienza infusa.
Bocche riempite da affermazioni personali con pretesa di universalità, riempite da pensieri personali ma assoluti.
La presunzione di sapere sempre tutto e di essere "migliori" è una bella difesa (patetica).
lunedì, novembre 26, 2007
Non sentirmi imbecille

Fresco e non sorrido, voglio alzarmi solo se la tazza fuma di buon latte Stella.
Quello che era in vetro, grasso e che i pediatri prescrivevano in cambio di abnormi
tubi catodici e vacanze in vetta bianca.
Lunedì mattina è un dramma, ho dormito molto fra festeggiamenti, nessuna sveglia nelle solite
micro-vacanze della settimana terminata. Adoro il mio lavoro e le giornate corrono, forse troppo.
Non voglio andare, poi mi sbrino e faccio dieci ore di monitor, relazioni e idee con piacere e profondo amore. Forse è l’interruzione del breve riposo, forse la svogliata negligenza dell’homo faber, forse solo il freddo. Starei meglio di notte a parlare, scrivere e sentire. Salterei il mattino ma “Che fare?”. Ci sono regole nell’organizzazione e nelle concessioni solari. Così sbuffando sommo il respiro al fumo della Stella e mi rifaccio il gusto per inghiottire la pigrizia. Lunedì, eccomi!
domenica, novembre 18, 2007
Prova con questo

Sono a casa e non capisco cosa stia accadendo, piove tanto e non faccio caso alle stagioni.
Una domenica tranquilla prima dei nuovi corsi, da domani. Francese, leopoldogia internazionale, epistemologia delle macchine semplici e mi riprometto di frequentare con profitto.
Ma sono scazzato, i “miei” spendono un capitale per garantirmi università e svago. Poi l’affitto e qualche dubbio sul futuro. Qualche domenica fa ho creato un CV che ho spedito a cento aziende, ho inserito una laurea che non ho, eccellenze in lingua e informatica, ho creato un curriculum eccezionale ma nulla. Nessuna risposta, nessun colloquio, nessun lavoro e nessun soldo!
Prova, invia un tuo CV, come se avessi finito l’università e fossi laureato, come se fossi meglio di ciò che sei. A quel punto capisci che è tutta una farsa. Facciamo qualcos'altro, non pieghiamoci sui libri, non consumiamo le ore a corteggiare un voto. La realtà non è di carta, è comodo sperare e restare inerti, ma è una bugia, è il tempo che ci frega e non saremo mai più così forti.
La pigrizia della nostra domenica è l’angoscia impossibile che domani non ci farà dormire, di corsa a recuperare ciò che non potrà più essere.
domenica, novembre 11, 2007
Fa nulla, ‘fanc**o!

Mi alzo svogliatamente e trascorro le ore fra caffè, sigaretta e parole alla tv. Lavo la coscienza su MSN e, al massimo, inoltro due mail “catena” che non ho scritto personalmente ma che approvo per il loro oggetto sociale.
L’unico libro che cerco di finire da anni è "Buongiorno pigrizia" di Corinne Maier.
So che il mondo accoglie la gente organizzata in comunità strutturate come alveari o formicai e alcuni
producono le carte da gioco, altri le mischiano le danno sul tavolo e giocano, altri ancora osservano.
Io osservo, sono pigro e osservo. Pochi pensieri per vivere con calma senza compromissioni né emozioni ulcerose. Non combatto e mi rassegno sparpagliando qualche critica sul tavolo verde
dell’azzardo. Ho portato i capelli lunghi sulle spalle per otto anni ma non ho fatto nulla per
incarnare la mia rivolta, molti come me hanno aspettato troppo, hanno rimandato, sono diventati
adulti e precari, non flessibili ma fragili e poi indolenti per proteggersi dai cattivi. In fondo cosa
dovrei pretendere? Chi mi ama mi accetta e per me il lunedì è solo un’altra domenica bruciata fra
caffeina, nicotina e onde radio. Leggo un’altra pagina e poi pausa!
lunedì, novembre 05, 2007
Equilibri iniqui
si sta come d'autunno..
Eppure la sinusoide dell'esistenza si torce lungo un assone ricco di
stimoli, avventure e cedimenti.
All'equilibrio segue la caduta, si parlerebbe altrimenti di stasi.
Fasi di destabilizzazione, di risalita e di nuove pianure. Quando sei
insabbiato non hai nulla da perdere e se guadagni bene risali con gusto,
se sei nello spiazzo per un soffio tutto è più difficile. La notte fai brutti sogni
e le spalle sono vulnerabili. Poi c'è la sfida, la voglia di restare, di cadere
protetti dalla conchiglia inguinale.
Sentieri, delusioni, felicità, reload e tanti motivi ricamati per giustificare
un percorso iniquo, incline alla rottura e agli stimoli più torbidi.
Stiamo o risaliamo?
lunedì, ottobre 29, 2007
Finito al lunedì
Oggi è un lunedì trascorso, una parola, due documenti e troppe aperture su fronti diversi, malsani e uggiosi.
Chiudo il desk e neppure il tempo di agire poeticamente, solo numeri, icone, mattanze, sospiri e grugniti. Adoro questo gioco, la poca luce, l’ora solare che stordisce in modo naturale. Adoro le piante senza radici, rugose, vestite d’autunno e fragili.
Fragili ife sottomesse al terreno pesante, zuppo e scuro come pece.
Driin, driin, facs facs, meill meill, toc toc e niente riflessione ma flusso d’intenso comunicare. Questa è la vita? Questa è la vita. Poco tempo e poco importa.
lunedì, ottobre 22, 2007
Generazione “fai da te”

Ha ricaricato il telefono on-line, acquistato su e-bay una perfetta imitazione del Parka.
Si è loggato su blog, community, e-banking, ha caricato immagini e pensieri nel mondo virtuale.
Certo, il cadavere del “reale” non è stato ancora rinvenuto ma sappiamo che è morto!
A me non sta bene, esco e faccio da me benzina, ritiro un film da un punto 24 H.
Cerco di conoscere, stare in relazione e condividere con qualcuno queste operazioni.
Distributore di tabacco, lattine e, anche al supermarket, carta elettronica.
Più veloce, più comodo.. sì, ma voglio carne, imprevisti e incomprensioni. Voglio l’amore del “far per te” perché, a pensarci bene, “fai da te” può significare “nessun aiuto, sono ca**i tuoi!”.
pic by Piriongo
martedì, ottobre 16, 2007
Muovimi!
Lunedì, è il piacere del caffé che macchia le stelle del lago. La pausa ti dà sollievo e credi di essere libero di occupare il tuo tempo con i sorrisi di amici, preti e bikers.
Il resto è nulla e l’umidità del paesaggio sfiora ogni senso, ti invita alla notte non fatta così bella per dormire ma per la coscienza dell’infinito, del tuo infinito.
Poi il rientro in città chiama, è lunedì, ancora.
Cambia tutto. Ti chiedi “Ma quello ero io? Non sono poi così romantico!”.
Il caffé si rovescia sulle punte poco assorbenti delle scarpe nuove.
lunedì, ottobre 08, 2007
Arrivo, dopo
Dopo aver ascoltato “Instrument” dei Fugazi ho capito che si può varcare l’oceano senza svendersi; dopo l’estate ho saputo rinunciare alle tinte autunnali dipingendo fiocchi di neve.
Dopo averlo visto cadere come un’incudine nel mare ho pensato che anche a 21 anni si può perdere.
Dopo aver mangiato le tue labbra sono diventato una persona migliore?
Dopo un caffè forte ho avuto il piacere di ammazzarlo.
Dopo ho capito di amare diverse cose, ho capito di adorare le cose diverse.
lunedì, ottobre 01, 2007
Casta ma non pura
Li chiamavano soffitti di cristallo, parlavano di scala mobile e di risorse ascritte quei sociologi della carta stampata.
In pratica, oltre i bei termini e le metaforizzazioni, il concetto è chiaro da tempo: non si sale perché c'è olio bollente a impanare braccia e gambe. Quindi, se nella palude sei nato come pulcino implume, salire la china non sarà semplice! Ma chi lo vuole?
La presenza di gruppi corporativi è inaccettabile, lo stato sociale appare deprivato di fiducia e di animo concreto. Un po' come vivere con le mani colme di staffilobò, convivere con infezioni agli occhi e alle labbra. Stare nel disordine, nell'ingiusto e mangiare con mani sporche. Essere complici dello status quo ante. Non dissentire è il più bel peccato. La forza del dissenso è anima della concretezza.
p.s.: pic by Piriongo
lunedì, settembre 17, 2007
Pinocchio non è un burattino
Poi, finalmente, un ingorgo d'immagini oniriche. Chi ti vedo? Il faccione del primo ministro in primissimo piano a dire politica priva di convinzione. "Mandateli tutti a casa!" gridava qualcuno tra la folla. Mi sposto nel sogno e discuto con un amico nei pressi delle rovine delle terme di Diocleziano. Riappare Boris, amico perso, mi invita a pranzo dicendo "Vi faccio mangiare in abbondanza con poco...", cameriere di hostaria turistica.
Sfuma la sequenza e non riesco a connettere il senso delle immagini. Sono scarichi della mente otturata da 'sti sogni?
Un burattino che naviga un flusso di emozioni, rappresentazioni ed errori, ma Pinocchio era una marionetta. Tutti possono sbagliare.
lunedì, settembre 10, 2007
Le lunghe fitte della memoria (part two)
Scopri allora di essere ciò per cui sei stato fatto. Il bimbo triste per il nuovo rientro dalle vacanze, il ragazzo malinconico senza lavoro, l’adulto solitario che ama la società ma che preferisce i silenzi insostenibili.
Sei ancora qui, incompleto e svogliato, incapace di comunicare con padre, madre e Signore. Sei certamente sbagliato in questa corsa nella vita; ritorna poi il nodo che due anni fa ha determinato ciò che in questi due anni non hai realizzato.
Senza amore né perdono, sempre più intollerante e cosciente delle cose. Troppo cosciente e disilluso, quasi a un passo dal vivere un gioco in cui ogni sentimento è negato. Poi lacrimi per Nuovo Cinema Paradiso e risenti il cuore. Ti riscalda come una spiaggia assolata quel segnale cupo che dal petto sale a toccare ogni tua lacrima. Un dolore troppo aspro.
lunedì, settembre 03, 2007
Le lunghe fitte della memoria (part one)

Un bel momento di vuoto, un lungo momento di decompressione.
Alcuni vivono segnati dall’incessante caccia e lasciano fuggire il perfetto presente che, unito alla semplicità e all’assenza del rimpianto, costituisce la magione dell’animo felice.
In questo momento credi che non ci sia nulla di più romantico dello scrivere in solitudine disteso sul letto della sera… credi sia un atto di giustizia tornare a scrivere quando gli amici sono tanti a chiacchierare al tuo fianco.
Fermarsi. Inchiostrare i fogli perché mai come ora ciò che senti di essere, ciò che sei, è dato da ciò che leggi su quei fogli al risveglio.
Lì c’è la tua essenza, la tua verità, averla sempre fra le mani – presente e materiale – potrebbe darti aiuto.
Resta la completezza di un percorso metaforizzato, un luogo in cui incontrare sé stessi, lo scrigno dei pensieri rappresi su quaderni e quaderni. In immagini, riproduzioni, cartoon, e poi, nelle infinite parole.
