Questa notte sembra essere uno stagno di preghiere infilzate dal tormento, dopotutto è difficile riposare se stai per compiere un’azione importante.
Sciacquerò il viso fra poche ore e indosserò la brachessa, sì.. porterò con me il berretto nuovo e un martello rugginoso.
Chi parla? Dove risiede il mio pensiero? La voce del pensiero sta nel mio corpo, è in me?
Se è così.. posso toccarla, vederla? Posso almeno sapere se questo pensiero è nella gamba, nelle falangette, in testa o nel cuore?
Se mozzo la punta di un dito non cesso di pensare, se taglio le mie gambe sento ancora questa voce. Se non uccido nessuno dei miei organi fondamentali resto pensante. Si direbbe quindi la testa.. in testa c’è la fonte del pensiero!Ma allora il cuore? Senza cuore si è destinati a morire. Un cuore ucciso può ancora essere oggetto dl pensiero. Resta allora il cervello a coprire il mistero di questa ossessiva voce.
E’ luce dalla finestra, Nottingham riprende vita, devo andare in fabbrica.
E se il pensiero fosse esterno alla carne? Lo scoprirò presto.
E’ ora di uscire,
forse, nel tempo,
la città si ricorderà di me.
domenica, gennaio 28, 2007
lunedì, gennaio 22, 2007
CRASH
Sì, ok. Mi fai credere che sei stata via in Libano libera da lacci e che non hai amato nessun’altro, compro la stoffa dal camiciaio e mi dice che le cifre costano perché il mercato negli ultimi anni è impazzito, il professore parla di ecologia animale facendo capire che chi frequenta avrà una sicura sufficienza, il direttore non può assumere ma se l’azienda guadagna guadagniamo tutti, il benzinaio al faidatè insiste per mescere da sè il carburante nel serbatoio, la battona dice che però non bacia mai in bocca i clienti, la moglie dell’assistente hardware sostiene che il pc funziona pago vado via accendo il computer: schermata di errore azzurra CRASH!, il medico generico conta in mente i suoi guadagni entro in sala gli stringo la mano mi sfiora mi dà un antibiotico gli dico che ho già fatto mi dà un surrogato cancerogeno dice che è lo stress e che noi giovani siamo in balia del no future scopro la schiena ausculta chiede se fumo, la cassiera vuole uneuroediciannovecentesimi le do un euro e venti si tiene il centesimo non emette uno scontrino aggiuntivo non mi importa nulla dei soldi ma la grande distribuzione fattura in nero fantastiliardi di centesimi, a casa websurfo con UMTS e guardo il blog di Beppe il più visitato d’Italia capisco che molti con me avvertono l’ingiustizia e mi domando perché le cose continuino a non cambiare, dopo la Cura in tv la predica di un uomo ingiacchettato: “l’arte dei vagabondi di Chicago è un’arma contro lo stato delle cose, brutti deviati che la sera servono ai tavoli per poter pagare i loro vizi creativi!”Mi hanno anestetizzato ma ancora ogni relazione mi appare contraddittoria, contraffatta. Mi consolo pensando che il sacrificio sia per l’ordine sociale, per una migliore governabilità delle orde umane, poi penso che stiamo parlando di monarchia edulcorata e che la mia generazione stia perdendo senza generare azione. Cosa devono toglierci ancora? L’autostima è il valore più prezioso e può far rasentare la felice vita, i messaggi schizofrenici l’hanno crivellata e ora non si esce il sabato sera e non si possono avvicinare donne perché ti ritrovi lo spray acido negli occhi…“No, non fumo, ho smesso perché le compagnie del tabacco hanno fatto un ottimo marketing vendendo un comportamento pericoloso come qualcosa fascinoso e maledetto, hanno costruito un costume” il medico dice che dovrei iniziare per aerare i bronchi e smaltire lo stress lavorativo. Non fumo ma scrivo ancora, un brutto vizio.
lunedì, gennaio 15, 2007
Ife del Lunedì
Cara Madre,
un giorno una studentessa triste mi chiese un sogno. I suoi occhi erano aggettanti e vuoti, la pelle gonfia aveva un’antenna per poro, era sensibile questa bambina brutta e depressa.
Nella carriera di maestro capita spesso di sentirsi dire: “Babbo, raccontami una favola”, o “ Maestro, mi canti una poesia?”.
Mai nessuno aveva però chiesto un sogno, non la sua narrazione ma un vero sogno, uno di quei pensieri che continuano al risveglio dando un senso alla luce e al fumo del sentiero.
“Il sogno che porto dentro non posso cederlo..” – pensai concentrando la fronte;
Ma quella ragazzina non aveva chiesto un mio sogno né un sogno per dormire meglio, voleva che quel gonfiore sottopelle scomparisse dal suo corpo e che non infastidisse più nessuno in questa città.
Mentre, rigido e arroccato, cercavo di quadrare le categorie del possesso, dell’Io e della proprietà singolare, la bimba mi stava chiedendo, credendomi più grande di lei, di risolvere un grosso, grosso problema.
Il peso delle nozioni, delle frasi, di ogni morte vissuta e delle troppe filosofie ingerite, ha devastato negli anni il mio pensiero più profondo, il mio corpo nelle sue intenzioni. La semplicità di una parola e di una soluzione è un’imprecazione per chi studia i libri ma ha grande valore per chi ha qualcosa da costruire rinunciando a essere un uomo dolente imbavagliato nell’impotenza del tempo terreno; chi sa leggere e volta pagina e agisce è in grado di toccare il mondo risuonando con esso nel suo sublime armonico diaframma.
Quindi io che ho per me le teorie e che le ho insegnate sempre così come a mia volta ho saputo apprenderle non posso dare nulla alle brutte bambine che chiedono un sogno per chi come loro, prima ancora che per sè. L’egoismo, i denari, gli amori negati, il cardellino seppellito vivo in cortile, le rabbie della primavera, la ruggine dei sapori, la deformazione dei gomiti, il vino e l’acrimonia, la fine del sogno privato mi hanno reso mediocre, un mediocre insegnante.
Anch’io, da bambino basso gonfio e ancora umano, ho chiesto un sogno per me. Tu, Madre, mi hai regalato ciò che desideravo.
Ho sbagliato all’epoca la mia richiesta e mi illudo ancora di avere un sogno per me, da proteggere.
Così, quando la ragazzina fissata al suolo attendeva una mia risposta, non ho potuto fare altro che inginocchiarmi e riempire di lacrime i suoi occhi.
un giorno una studentessa triste mi chiese un sogno. I suoi occhi erano aggettanti e vuoti, la pelle gonfia aveva un’antenna per poro, era sensibile questa bambina brutta e depressa.
Nella carriera di maestro capita spesso di sentirsi dire: “Babbo, raccontami una favola”, o “ Maestro, mi canti una poesia?”.
Mai nessuno aveva però chiesto un sogno, non la sua narrazione ma un vero sogno, uno di quei pensieri che continuano al risveglio dando un senso alla luce e al fumo del sentiero.
“Il sogno che porto dentro non posso cederlo..” – pensai concentrando la fronte;
Ma quella ragazzina non aveva chiesto un mio sogno né un sogno per dormire meglio, voleva che quel gonfiore sottopelle scomparisse dal suo corpo e che non infastidisse più nessuno in questa città.
Mentre, rigido e arroccato, cercavo di quadrare le categorie del possesso, dell’Io e della proprietà singolare, la bimba mi stava chiedendo, credendomi più grande di lei, di risolvere un grosso, grosso problema.
Il peso delle nozioni, delle frasi, di ogni morte vissuta e delle troppe filosofie ingerite, ha devastato negli anni il mio pensiero più profondo, il mio corpo nelle sue intenzioni. La semplicità di una parola e di una soluzione è un’imprecazione per chi studia i libri ma ha grande valore per chi ha qualcosa da costruire rinunciando a essere un uomo dolente imbavagliato nell’impotenza del tempo terreno; chi sa leggere e volta pagina e agisce è in grado di toccare il mondo risuonando con esso nel suo sublime armonico diaframma.
Quindi io che ho per me le teorie e che le ho insegnate sempre così come a mia volta ho saputo apprenderle non posso dare nulla alle brutte bambine che chiedono un sogno per chi come loro, prima ancora che per sè. L’egoismo, i denari, gli amori negati, il cardellino seppellito vivo in cortile, le rabbie della primavera, la ruggine dei sapori, la deformazione dei gomiti, il vino e l’acrimonia, la fine del sogno privato mi hanno reso mediocre, un mediocre insegnante.
Anch’io, da bambino basso gonfio e ancora umano, ho chiesto un sogno per me. Tu, Madre, mi hai regalato ciò che desideravo.
Ho sbagliato all’epoca la mia richiesta e mi illudo ancora di avere un sogno per me, da proteggere.
Così, quando la ragazzina fissata al suolo attendeva una mia risposta, non ho potuto fare altro che inginocchiarmi e riempire di lacrime i suoi occhi.
mercoledì, gennaio 10, 2007
Il vai via
Cosa pensavi di essere? Sei distratta e ferma nelle fasce della domenica. Ho visto il fuoco sul lato blu delle tue dita, la farina sparsa e le morbide anse del cotone, mi sono detto: - Sei, nei miei confronti, come il letto sul quale dormo, che non sa nulla dei miei sogni. Allora dovrò distrarmi, necessariamente. Agito un elastico e fiondo via un bottone che colpisce la finestra aperta, il bottone resta in casa. Mi preparo al salto, vesto calze e pettino con la sinistra un ciuffo elettrico. Poggio le mani e faccio leva per uscire, andare oltre e camminare nel cortile; senza alcuna spinta, senza elastici detonanti. Uscire dal quadrato è talmente semplice da destare sospetti, c'è un blocco nello schema degli eventi e nelle prefigurazioni. Per fortuna ricordo che a volte il mio animo può avvertire nuovo dolore e resto ad aspettare, penso che di giorno le nuvole sono alte, restano lì cangianti, spesso ignorate dagli uomini. La stessa sorte è riservata alle stelle, numerose e brillanti, che riposano nel blu profondo, sconfitte dall'aura elettromagnetica delle città nuove.
Poi bussi e hai il viso dell'Arte, sei in movimento e stringi il mio collo di rabbia e affetto. Usciamo insieme, oltre la porta, a correre nel cortile perchè abbiamo 8 anni e molti giochi e sogni da mostrare alla natura.
Poi bussi e hai il viso dell'Arte, sei in movimento e stringi il mio collo di rabbia e affetto. Usciamo insieme, oltre la porta, a correre nel cortile perchè abbiamo 8 anni e molti giochi e sogni da mostrare alla natura.
giovedì, dicembre 28, 2006
Processo di eliminazione?
La Terra conserva nei suoi strati la testimonianza delle forme di vita che un tempo la popolavano.Questa osservazione fenomenica si è tradotta nell’insieme di ipotesi evoluzionistiche che ha affermato il modello della selezione naturale.
In modo del tutto spontaneo gli uomini hanno sempre esercitato meccanismi di selezione artificiale nei confronti di piante e animali legando gli esemplari più robusti e ottenendo mediamente una prole più forte. La selezione è quindi un insieme di azioni contestuali ed essenziali che hanno affinato le specie, ma è anche un processo continuo che porta all’estinzione di particolari organismi. Il concetto di selezione non riguarda uno specifico tempo, è un processo continuo che valuta l’adattamento al mondo degli essere viventi. E’chiaro che il timbro umano che porta a dimenticare le nuvole, le stelle, la poetica e l’arte è, in questo tempo, vincente. La competizione e il corso economico determinano il ritmo della società tecnotronica, l’emblema manageriale legato alla prestanza economica e al potere esercitato sui gruppi di lavoro rappresenta il punto di arrivo. Allo stesso tempo solo alcuni hanno l’innata capacità di raggiungere il suddetto modello mentre, un numero molto grande di competitori, gioca a elevarsi, senza capacità e con mezzi spesso impropri.
Ma lasciando da parte il discorso socio-economico mi chiedo chi oggi abbia il coraggio di fare arte, quale mecenate possa scegliere di sostenere il talento di un artista... eppure molti continuano a fare arte, svolgono un altro lavoro ma fanno arte in modo del tutto spontaneo. Credo che i nuovi vampiri, nascosti tra gli uomini, siano gli animi sensibili competitivamente svantaggiati perchè spesso troppo riflessivi, idealisti e distratti da attività non lucrative. I sensibili sono destinati all’estinzione?
Se la società non conferisce prestigio e possibilità di sopravvivenza, se il mercato compra l’opera degli artisti scomparsi e il mondo ha lo sguardo distratto i sensibili svaniranno nel tempo che fu del bello e delle arti?
Allora la Factory, Florilegio,Tarja, diventano il naturale luogo di salvaguardia e rilancio degli animi poetici; questi luoghi delle élite artistiche rappresentano i bastioni del senso e la possibile sfida al naturale processo di eliminazione.
venerdì, dicembre 08, 2006
Modifiche aroncheroes.com
Sono riuscito a centrare il sito www.aroncheroes.com ottimizzandolo per ogni risoluzione e ho aggiunto, nella pagina Friends, la divisione fra webSITE e webLOG
inserendo i BLOG degli amici Iroi e Santi Bailord.Manca ancora il loop..
inserendo i BLOG degli amici Iroi e Santi Bailord.Manca ancora il loop..
mercoledì, novembre 29, 2006
Il nome della terza, della quarta e della quinta!
Amore e purgatorio.
Le pareti profonde.
Un uomo che beve non-sense non puo' volare.
La scelta è stata dura e molti titoli mi hanno ispirato nuove immagini.. chissà..
magari pubblicherò le opere ispirate da queste belle associazioni di parole..
Le pareti profonde.
Un uomo che beve non-sense non puo' volare.
La scelta è stata dura e molti titoli mi hanno ispirato nuove immagini.. chissà..
magari pubblicherò le opere ispirate da queste belle associazioni di parole..
venerdì, novembre 24, 2006
Proroga
mmmmhh..ho aggiunto altre proposte di titolo alle tele, devo riflettere ancora un attimo perchè ci sono molte soluzioni ugualmente fascinose..attendo un gruppo di amici che mi farà visita chiarendo ogni dubbio in merito.. un photoreporter, un grafico,un programmatore e un uomo di mktg alternativo saranno presto qui, fra colori e disegni schizzati..
giovedì, novembre 23, 2006
Il nome della prima tela
Ok,le mie gambe iniziano a muoversi,di nuovo. La mente sintetizza glucosio e un principio di energia si spande nel mio corpo. E scelgo il nome del primo quadro: IL GIARDINO DELLA POVERTA'.
Ora giro la tela e trascrivo il titolo firmando il telaio..
Ora giro la tela e trascrivo il titolo firmando il telaio..
lunedì, novembre 20, 2006
Conti che tornano
La dieta mi ha indebolito, sono da 2 giorni piegato su me stesso. Il down del post-attività mi sta buttando a terra ma spero di svegliarmi presto da questo torpore!!
giovedì, novembre 16, 2006
www.aroncheroes.com
Finalmente on line!Ho appena pubblicato il mio sito e le gallerie di immagini..c'è quasi tutto..
TELA N°1, nomi proposti:
1_Il Giardino della Povertà
2_Parto d'idee
3_PACKaging

TELA N°2, nomi proposti:
1_Dis-Emozionarsi
2_L'era glaciale
3_PACKaging
4_Leccalecca per bambini tristi
5_Ceretta triangolare a freddo
6_Segnali dallo spazio
7_Superflua essenzialità
8_Etero-monte

TELA N°3, nomi proposti:
1_Potenzialmente caldo
2_Metafisica irrazionale
3_Sensibilità
4_Occorre portar aratro per rocco
5_Love and purgatory
6_Purgatory love
7_Amore e purgatorio
8_...è la tomba dell'amore

TELA N°4, nomi proposti:
1_L'anima che si specchia
2_Storia di un volto
3_Prospettiva informe
4_Uomo col cappuccio
5_Smarrito ritrovamento del Desiderio Rosso nascosto e svelato
6_La profondità del corpo
7_Impercettibile senso dell'uomo
8_Carpe diem
9_Le pareti profonde
10_Fuori di te

TELA N°5, nomi proposti:
1_La ragione dell'essere
2_Quattro stati
3_Soffio autunnale
4_Le complesse fasi dell'essere
5_Il metatempo
6_Un uomo che beve non-sense non puo' volare
1_Il Giardino della Povertà
2_Parto d'idee
3_PACKaging

TELA N°2, nomi proposti:
1_Dis-Emozionarsi
2_L'era glaciale
3_PACKaging
4_Leccalecca per bambini tristi
5_Ceretta triangolare a freddo
6_Segnali dallo spazio
7_Superflua essenzialità
8_Etero-monte

TELA N°3, nomi proposti:
1_Potenzialmente caldo
2_Metafisica irrazionale
3_Sensibilità
4_Occorre portar aratro per rocco
5_Love and purgatory
6_Purgatory love
7_Amore e purgatorio
8_...è la tomba dell'amore

TELA N°4, nomi proposti:
1_L'anima che si specchia
2_Storia di un volto
3_Prospettiva informe
4_Uomo col cappuccio
5_Smarrito ritrovamento del Desiderio Rosso nascosto e svelato
6_La profondità del corpo
7_Impercettibile senso dell'uomo
8_Carpe diem
9_Le pareti profonde
10_Fuori di te

TELA N°5, nomi proposti:
1_La ragione dell'essere
2_Quattro stati
3_Soffio autunnale
4_Le complesse fasi dell'essere
5_Il metatempo
6_Un uomo che beve non-sense non puo' volare
Tiriamo le somme a pancia piena!
Ecco di seguito le 5 tele create e la rosa dei nomi.. sono indeciso e aspetterò ancora qualche giorno.. magari arriverà qualche altro suggerimento!
martedì, novembre 14, 2006
68 KG

Sono riuscito, davvero, a realizzare questo esperimento?
Trenta lunghi giorni e una completa fusione con l’arte dei colori. Oggi il mio peso definitivo è di 68 kg, come da programma. Nella stanza-laboratorio ho 5 tele e una lista di nomi, suggeriti da visitatori e amici, fra cui scegliere i titoli più calzanti.
Mi sento strano.. potevo non diventare io stesso un insieme di vettori e tinte? Sono un disegno come tutto ciò che osservo, cianotico e leggero, libero nel percorso dell’imago. E’ una condizione particolare che mi permetterà di continuare a viaggiare fra queste pagine. Ho in mente tante idee e sento che sia giusto valorizzare questa esperienza così estrema e sofferta. Ultimerò un sito web che sarà l’archivio delle mie opere, accoglierò le proposte di arte estrema da pubblicare sul blog e porterò in giro la testimonianza della diversità e della pulsione generatrice!
Ancora su queste pagine per dare il nome alle opere e progettare un sentiero di infiltrazione artistica. Chi è -in cuor suo- “viandante” capirà che, dopo un confronto così profondo ed esteso col bello e le filosofie del limite, non potrei lasciare inespressa alcuna voce.. rossa, blu o gialla.
domenica, novembre 12, 2006
La quinta e ultima tela
La mia prima colazione!
Ho appena letto il gusto del latte e di una torta al cioccolato morbida come la spuma.
La privazione può offrire la riscoperta dei gesti più semplici e può restituire una felicità infantile. Quella felicità legata al profumo dei fornelli di casa o alle lenzuala in inverno.
Quando avverti il gusto di qualcosa che hai desiderato c'è dentro tutto lo spettro di emozioni legate agli oggetti e alla conquista, insomma.. una prima colazione che non dimenticherò facilmente,semplice e buona come recitano alcuni pay-off televisivi..
La privazione può offrire la riscoperta dei gesti più semplici e può restituire una felicità infantile. Quella felicità legata al profumo dei fornelli di casa o alle lenzuala in inverno.
Quando avverti il gusto di qualcosa che hai desiderato c'è dentro tutto lo spettro di emozioni legate agli oggetti e alla conquista, insomma.. una prima colazione che non dimenticherò facilmente,semplice e buona come recitano alcuni pay-off televisivi..
sabato, novembre 11, 2006
30 giorni
E’ il mio trentesimo giorno? E’ il mio ultimo giorno. Domani mi sveglierò, scalderò il latte, il caffè e tufferò nella tazza ogni tipo di dolciume. Sto organizzando un magnifico pranzo domenicale, ho acquistato proprio tutto.. sì, magari non sarà nulla di speciale, ma mordere una qualsiasi pietanza composta dopo tanti giorni di semidigiuno si prospetta come un vero e proprio piacere.
Sono attualmente in uno stato di astrazione totale, devo completare l’ultima delle 5 tele e ho ancora qualche ora per farlo entro il termine imposto. Ma se pubblico la foto domani, avendo sempre marciato nel rispetto dei tempi, sarà forse un problema?
Sono attualmente in uno stato di astrazione totale, devo completare l’ultima delle 5 tele e ho ancora qualche ora per farlo entro il termine imposto. Ma se pubblico la foto domani, avendo sempre marciato nel rispetto dei tempi, sarà forse un problema?
venerdì, novembre 10, 2006
Cosa sto mangiando?
giovedì, novembre 09, 2006
Poche briciole ancora
Oggi stanno accadendo fatti tristi che mi rendono diffidente nei confronti dei principi in cui credo. Per fortuna ho ancora qualche briciola di concentrazione utile alla creazione del mio sito e alla compilazione del Blog e invio un’immagine degli strumenti da pittura che rappresentano il mezzo di impressione del segno su quella che sarà la mia ultima tela..
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