Finalmente un accento diverso! C’è un altro modo di vivere, senz’arte? Qui non sono molto meglio.Non sono molto meglio dei tuoi capelli sconciati, non sto meglio di nessuno. Bisogna accettare la parte della vita andata, forse la parte migliore, per opportunità di scelta. Credo che mi sopravviverai e che sarà celebre la tua mediocrità. Il tuo parco e il bel viso di un bimbo, il tuo bimbo, un po’ mio, che ha solo piccoli disastri fra i pensieri.
Pensavo che tutto sarebbe trascorso eccetto il lungo abbraccio e il nostro mansueto risveglio in autunno. Quante stanze con la carta scostata dalle pareti! Oggetti nouveau roman e calendari dello scorso millennio. La nobiltà, i denari e le belle stoffe, il desiderio di stare in alto e le esistenze
superiori, sensibili. Eppure il comune progresso di svilimento inarrestabile, non lo fermano né le ricchezze e né l’amore.
Conviene lasciare un traccia munifica, sgusciare dalla folla, dall’individuo, dal male di essere al mondo per gioco e senza scopo. Il valore come immagine restituita alla società estesa, immagini delle romantiche reazioni all’insistenza dei mali, alla ricomposizione dell’umanità e della sbrindellata purezza.
Ricostruire le stanze non solo per noi -facendone comparti isolati- ma per la gente che fra sé cela l’individuo più importante e senza tempo. Vivere fuori dal segmento mediano e dalla scura mediocrità!






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Lui ha compreso l'idea di darsi qualcosa di superiore. Un amico mi hadetto che l'Eden è, in realtà, il nostro mondo e che noi dovremmocustodirlo.Ho pensato.Spesso vaghiamo nell'inquietudine di darci qualcosa che ci sopravviva,per fare qualcosa che ci renda protagonisti nella memoria. A voltevaghiamo male, sacrifichiamo porzioni di mondo, devastiamo i cieli perun personale sogno di sopravvivenza. Così accorciamo la persistenza della memoria nel tempo, i cieli si staccano dalle calotte, franano coprono le ceneri e la memoria lasciata. Se fossimo custodi dell'Eden le nostre opere starebbero nel tempo piùa lungo, che senso ha il pensarsi infiniti nel finito ciclo dei mondi infangandosi l'anima?Così Giorgio potrebbe andare via, in Australia, abbandonare il nostrosogno e i pochi custodi di una realtà poetica e fregarsene della buona memoria.Un dubbio, il bisogno di essere compresi. Allora via il pensiero negativo, la paura di veder partire un amico. Via l'immagine dellosguardo che non è più amore e il timore di custodire e avere cura.Dovrei essere arrabbiato, corrotto e stanco ma voglio essere ancora mestesso.Troverò, per me, una frase meno cattiva e degli occhi meno incrinati dal male? Perché è semplice dare dolore, il corpo si torce nella sofferenza diuno sforzo insostenibile, ma chi è a terra può riposare e osservare lecalotte, attendere che crollino o rimandarne il botto rialzandosi.L'Eden si nutre di quell'uno sollevato.Esprimo ancora le tonalità dell'anima, ho una lacrima legata a un nastro che non porto più con me.